Mainecoon Academy

“Come accogliere un Maine Coon senza stress, forzature e pressioni inutili” Anche se è la tua prima volta e hai paura di sbagliare!

“Come accogliere un Maine Coon senza stress, forzature e pressioni inutili” Anche se è la tua prima volta e hai paura di sbagliare! È un dubbio che nasce quasi sempre quando si decide di accogliere in famiglia un cucciolo di Maine Coon.E anche se può sembrare scontato, in realtà racchiude molto più di quanto sembri. Quando ti chiedi “riuscirò a fare le cose come si deve?” non è solo perché sei felice che arrivi un nuovo compagno in casa. C’è anche la paura di combinare pasticci, di non essere capace, di rovinare tutto già dall’inizio. È normale sentirti così, capita a chiunque decida di prendere un animale. L’arrivo di un cucciolo in casa, di qualsiasi specie, è un evento delicato e significativo, che non dovrebbe mai essere affrontato con leggerezza o improvvisazione. Nei gruppi Facebook e nei forum dedicati ai Maine Coon capita spesso di leggere post di persone pronte ad accogliere il loro gattino: traspare gioia, impazienza, curiosità, affetto ancora prima dell’incontro. Accanto a tutto questo, però, emergono quasi sempre dubbi e incertezze legate alla gestione dei primi giorni, alle scelte pratiche, ai comportamenti “giusti” o “sbagliati”. Questa preoccupazione è assolutamente comprensibile, perché l’inserimento di un gattino in un nuovo ambiente rappresenta uno dei momenti più delicati, e spesso sottovalutati, della sua vita. Non si tratta di una fase breve o trascurabile, né di un semplice periodo di adattamento che “passerà da solo” poiché se gestita in modo scorretto, questa fase può avere ripercussioni sul benessere fisico ed emotivo del cucciolo anche nel medio e lungo periodo. Prepararsi in modo adeguato significa quindi non solo vivere con maggiore serenità l’accoglienza, ma gettare basi solide per una convivenza equilibrata, rispettosa e duratura per tutti i membri della famiglia. Il consiglio che molti scartano… e che fa davvero la differenza Se hai già chiesto consigli online, probabilmente ti sei sentito rispondere più volte: “Segui le indicazioni dell’allevatore.” Una frase breve, apparentemente generica, che a lungo andare può risultare persino irritante. È facile pensare che sia una risposta di comodo o un modo per liquidare la questione senza approfondire, qualcuno arriva persino a pensare che venga data solo quando il gatto non proviene da quel determinato allevamento. In realtà, questo consiglio è uno dei più corretti e sensati che chi conosce davvero la razza possa darti. L’allevatore di origine è la persona che ha seguito la mamma del cucciolo durante tutta la gravidanza, ha assistito alla nascita, ha accompagnato il piccolo nelle fasi di allattamento, svezzamento, socializzazione e crescita. Ha osservato quel cucciolo giorno dopo giorno, ne conosce le reazioni, le abitudini, le preferenze, i tempi. Nessuno meglio di lui conosce il contesto in cui il cucciolo è cresciuto e le routine che hanno scandito i suoi primi mesi di vita. Ricreare, per quanto possibile, le stesse condizioni a cui il cucciolo era abituato in allevamento come alimentazione, tipo di ciotole, lettiera, sabbietta, disposizione degli spazi, modalità di gestione è la chiave per rendere il cambio di ambiente meno stressante. Ed è proprio per questo che le indicazioni dell’allevatore non sono un dettaglio secondario, ma un vero punto di partenza. Il problema non è l’impegno, ma il punto di vista! A questo punto è facile pensare che l’inserimento sia solo una questione di “fare le cose giuste”: seguire una lista di indicazioni pratiche, evitare errori evidenti, organizzare bene gli spazi. In realtà, il valore più profondo dei consigli dell’allevatore non risiede solo nell’esperienza tecnica, ma nel punto di vista da cui nascono. Sono suggerimenti che funzionano perché tengono conto di come il gatto vive questo cambiamento ed è proprio per questo che il tema dell’inserimento non riguarda solo chi accoglie un cucciolo da un allevamento. Che il gatto arrivi da un allevamento, da un gattile, da un rifugio o dalla strada, dal suo punto di vista la situazione è sempre la stessa: si ritrova improvvisamente in un ambiente nuovo, con persone, odori e abitudini che non conosce. Noi viviamo questo momento con entusiasmo, curiosità, aspettative dal suo punto di vista, invece, è una fase fatta di distacchi, perdita di riferimenti e molte novità concentrate in poco tempo. Ed è proprio qui che, senza rendersene conto, molte persone commettono errori, non per superficialità, ma perché è naturale ragionare da esseri umani e non da gatti. Un diverso modo di vivere i primi giorni! Quando accogliamo un cucciolo, spesso lo facciamo immaginando come sarà la relazione: le coccole, la curiosità, la voglia di esplorare, il contatto immediato. Tutte aspettative comprensibili, ma che non tengono conto di un aspetto fondamentale: il gatto non condivide il nostro punto di vista. Nei primi giorni, il cucciolo non è interessato a costruire una relazione nel modo in cui la intendiamo noi, la sua priorità non è interagire, ma capire dove si trova, se l’ambiente è sicuro e quali sono i suoi nuovi punti di riferimento. Quando queste aspettative non vengono assecondate, il rischio è quello di interpretare comportamenti perfettamente normali come segnali di “freddezza”, paura eccessiva o addirittura rifiuto. In realtà, il gatto sta semplicemente facendo ciò che la sua specie gli ha insegnato a fare ovvero osservare, valutare, prendersi il tempo necessario. Questo vale ancora di più quando in casa ci sono bambini, altri animali o una routine familiare già strutturata. Il gatto non entra automaticamente in quel sistema: ha bisogno di comprenderlo, mapparlo e sentirlo prevedibile. Il gatto non interpreta il mondo come facciamo noi, vista e udito sono importanti, ma il suo vero linguaggio è l’olfatto. Attraverso gli odori riconosce ciò che è sicuro, familiare o potenzialmente minaccioso, la sua casa, la sua famiglia e il suo territorio non sono definiti da muri o stanze, ma da una mappa olfattiva precisa e coerente. Per questo motivo, ogni ambiente che per noi è “neutro”, per il gatto è inizialmente rappresenta un ambiente privo di significato. Quando arriva in una nuova casa, si trova immerso in un insieme di odori sconosciuti, senza punti di riferimento ed è come se perdesse la sua bussola personale. Dal punto

“60 o 90 giorni? quando adottare o cedere un cucciolo?”

Cosa Succede Davvero nei Primi 90 Giorni con un Maine Coon? “Consegna/ritiro a 90 giorni”… No tranquillo, non si parla della consegna della tua nuova cucina ma questa è l’età minima da attendere per poter accogliere il tuo nuovo cucciolo di Maine Coon. Se hai anche solo minimamente consultato annunci online immagino già la tua confusione perché sul web ci sono, come sempre, un sacco di informazioni diverse e contrastanti ed è normale chiedersi quali siano le informazioni corrette ma la vera domanda da porsi è: “Quali sono i tempi corretti per un gattino per lasciare mamma e fratellini?” Ti rispondo subito ed il tempo corretto per un gattino per poter abbandonare “il nido” è appunto dopo i 90 giorni! Sicuramente avrai delle obiezioni a riguardo e le immagino già… “Io ho visto annunci in cui si cedevano i cuccioli dopo 60 giorni dalla nascita e non 90” oppure “Ma io il Maine Coon lo cerco piccolo piccolo così me lo cresco come voglio!”. Ecco, proprio per quest’ultima obiezione se lo hai pensato anche tu, anche solo una volta è meglio se continui a leggere perchè è davvero importante ciò che sto per dirti ed è importantissimo per te ma soprattutto lo sarà per il cucciolo che vorrai adottare. Ecco cosa prevede la legge… Faccio una premessa proprio sui 60 giorni ed è vero, ahimè, che ci sono ancora allevatori o presunti tali che cedono i cuccioli ad 8 settimane e questo purtroppo accade poiché la legge n.194 del 20-08-2008 parla chiaro, ovvero che gli animali d’affezione, quali cani e gatti, possono essere staccati dalle madri per raggiungere le nuove famiglie a due mesi di vita. Ma come ben sappiamo spesso le leggi non tengono conto di alcuni aspetti che sono fondamentali per il benessere psicofisico dei nostri amati amici felini. Non a caso alcune associazioni feline hanno imposto limiti rigidi e severi per tutelare appunto i gatti iscritti alle loro associazioni imponendo soglie minime per la cessione dei cuccioli a 12 settimane e, alcune, stanno alzando l’età minima per lasciare mamma gatta e fratellini addirittura a 14 settimane compiute! Ma facciamo chiarezza perché, se è vero che da un lato la legge parla chiaro sulle tempistiche e quindi l’età minima per cui un gattino può essere staccato dalla madre, dall’altro lato però non si fa alcun riferimento o distinzione al tipo di contesto da cui proviene il gattino. Quindi diventa estremamente necessario dover distinguere tra gattini randagi o di gattile che non hanno la mamma e gattini invece di allevamento che vivono in un contesto sociale ed etologico ottimale in cui sono presenti mamma gatta e fratellini.  Il contesto di provenienza è importante, vediamo perché. In parole povere possiamo quindi dire che, nel caso in cui andassimo in un gattile per adottare un gattino ferale (di strada per intenderci) che ha perso la mamma in tenerissima età, i 60 giorni non sarebbero un problema poiché il cucciolo sarà stato, per necessità, svezzato precocemente e adottandolo sarà probabile che andremmo a migliorare la sua qualità di vita. Diverso è invece il discorso per i gattini di allevamento che una mamma ce l’hanno e non hanno necessità di “bruciare” le tappe poiché vivono in un contesto sano, amorevole ed equilibrato. Ma passiamo dunque al sodo e se sei arrivato fin qui hai sicuramente capito che anche in questo caso abbiamo una falla nel sistema, uno spaccato che divide in maniera netta la questione in due parti! Ovvero da una parte la legge ci parla di età minima di 60 giorni senza fare distinzioni tra gattini di allevamento e gattini provenienti da rifugi, dall’altra parte invece abbiamo le associazioni che rilasciano i pedigree e che stanno imponendo limiti precisi, innalzando l’età minima, a tutela dei “loro gattini”. “Da che parte stare quindi?” la risposta è molto facile… “Dobbiamo stare SOLO dalla parte dei gatti!”. Immagino la confusione nella tua testa e se ora stai pensando… “E questo che significa?”… Tranquillo è tutto molto più semplice di ciò che sembra e per sintetizzare dobbiamo tenere a mente che quando si parla di gatti dobbiamo SEMPRE E SOLO considerare il loro bene! Quindi senza stare a contare e perderci in giorni, settimane e date per poter portare a casa un cucciolo di gatto (anche senza considerarne la provenienza) teniamo sempre come punto di riferimento i 3 mesi di età dello stesso.  Per facilitarti è bene che tu abbia a mente un unico motto, ovvero: “I gattini più stanno con la mamma e meglio è!”. Ed è proprio con questo motto che smontiamo subito una delle convinzioni peggiori che esistano e che abbiamo già visto all’inizio… “Ma io il Maine Coon lo cerco piccolo piccolo così me lo cresco come voglio!”. Che lo abbiate pensato voi in quanto adottanti, oppure che lo abbiate sentito dire da un amico o peggio se sei incappato in un allevatore che per convincerti a prendere subito il cucciolo ti ha detto: “Portalo a casa ora che ha 2 mesi cosi lo educhi come preferisci tanto ormai la mamma non lo allatta più…” è assolutamente necessario che tu sappia che questa è una cosa RISCHIOSISSIMA per il cucciolo! No, non sto facendo del terrorismo ma portare a casa un gattino di soli 2 mesi porterà più problemi che benefici e vediamo subito il perchè. Altra piccola premessa però, adottare un gattino di 2 mesi è da considerarsi un beneficio per un cucciolo solo se questo si trova in un contesto in cui non ha più la mamma (perché malata o deceduta) oppure nel caso in cui la vita del gattino stesso sia in pericolo, diversamente è assolutamente necessario, anche per i gattini non di razza, riprendere il motto visto poc’anzi e ripetiamolo insieme… “I gattini più stanno con la mamma e meglio è!”. Purtroppo spesso molte persone commettono l’errore di pensare di potersi sostituire alle mamme di un’altra specie, nel caso specifico è un pensiero ahimè assai diffuso quello di potersi sostituire a mamma gatta! Ma ormai diversi studi

“La Truffa dell’XXL: Ecco la Verità sui Maine Coon Giganti”

Ne hai sentito parlare anche tu vero? Dei Maine Coon XXL E’ sicuramente capitato anche a te di imbatterti in annunci di cessione di cuccioli di Maine Coon su cui è indicato “cuccioli di Maine Coon linea XXL disponibili!”. Che tu ne abbia già uno o qualora ti stessi informando per accoglierne un esemplare avrai pensato: “Quindi ci sono più taglie di Maine Coon?”, ti toglierò immediatamente questo dubbio confermandoti che… No! I Maine Coon non hanno “le taglie”. Ammetto che tutte le volte che affronto questo argomento mi sembra di essere al mercato ad un banco di abbigliamento… Ma è bene fare chiarezza sulla questione “taglie” poiché si sta propagando sempre di più la credenza che esista una linea di Maine Coon giganti più grande del tradizionale Maine Coon. È ormai noto che questi gatti siano molto ricercati non solo per il loro carattere ma anche per il loro aspetto e, una delle caratteristiche più apprezzate, è proprio la loro mole grande ed imponente che li fa apparire come piccole linci addomesticate, infatti non a caso questi gattoni sono conosciuti come i gatti più grossi al mondo (dopo i Norvegesi delle Foreste!). E se arrivati a questo punto ti stai chiedendo “Ma se i Maine Coon sono tra i gatti più grossi al mondo, perché è sbagliato definirli XXL?“… Te lo spiego subito ma prima ripeti con me “XXL può esserlo una maglia e non un essere vivente!”, questo deve risuonare come un mantra nella testa quando ci si imbatte in questo tipo di annunci. I Maine Coon XXL non esistono per una semplicissima ragione ovvero lo standard di razza non prevede, come accade invece per alcune razze di cani, delle taglie diverse per questo tipo di gatti. Un esempio pratico lo abbiamo con i barboncini per i quali esistono diversi tipi di categorie e misure ammesse nello standard di razza e queste sono: gigante medio nano toy   Ogni categoria ha quindi un range di peso e altezza al garrese ben definito, ben distinguibile l’uno dall’altra. Diverso è dunque per i Maine Coon, il cui standard di razza prevede un range di peso diverso per maschi e femmine ma non si riferisce a categorie specifiche che appunto ci riportano a differenze nette tra gli esemplari appartenenti alla razza. Facciamo quindi un pò di chiarezza  e vediamo insieme quale è il peso previsto dallo standard di razza…  Attenzione! Non ti annoierò con lunghe spiegazioni e ti prometto che sarò breve. Ecco quindi il peso indicativo di questi micioni: un maschio adulto può arrivare a pesare 8/10 kg  una femmina adulta può arrivare a pesare 5/7 kg    ALT! So già che nella tua testa avrai pensato: “Così poco? Ma se mio cugino ha appena preso un cucciolo il cui padre pesa 15 kg!“. E’ proprio qui che dobbiamo fare delle riflessioni! Anche se 15 kg sono davvero tantini per un Maine Coon, non è detto che non esistano esemplari che possano raggiungere pesi estremi, ma dobbiamo porci delle domande: “15 Kg sono reali?”. Ma soprattutto… “Il gatto è in salute? Siamo sicuri che non soffra di obesità?”. Purtroppo molto spesso proprietari (che io definirei fanatici) hanno la tendenza a pesare costantemente il loro gatto ed attuano (spero inconsapevolmente) un vero e proprio programma di ingrasso. Sì, hai capito bene!  Quando ci si imbatte in soggetti che superano i 10 kg è bene osservare il gatto per capire se questo sia realmente molto grande oppure solo grasso. I Maine Coon essendo dotati di un mantello folto e di una struttura possente camuffano molto bene i kg di troppo, ma posso garantirti che non è cosa rara vedere gattoni appartenenti a questa razza somigliare a Garfield! Inoltre i pesi importanti spesso vengono raggiunti da soggetti sterilizzati o castrati, raramente soggetti riproduttivi raggiungono “pesi massimi” in quanto lo stato di attività riproduttiva rappresenta per i gatti una condizione stressante e in alcuni casi addirittura debilitante… Ma di questo ne parleremo in un’altro articolo. Ora torniamo a noi ed immagino il tuo scetticismo…  Ripartendo sempre dal cugino che ha preso il cucciolo da quell’allevatore che ha il suo stallone che pesa 15 kg, sicuramente avrai un obiezione ovvero “Magari papà gatto non pesava proprio 15 kg ma era davvero XXL ho visto le foto ed era gigante!”. Affrontiamo ora il tema foto… Che a mio avviso è un tema davvero scabroso, ovvero: “Quali e quanto sono reali le foto che vediamo?” Attenzione, con questo non voglio dire che le foto che vediamo negli annunci siano tutte false ma in un mondo in cui ormai si modificano fotografie di ogni genere e in cui si “photoshoppa” qualunque cosa non è una rarità imbattersi in annunci le cui foto siano ritoccate o peggio rubate! Tutti gli annunci ormai sono corredati da materiale fotografico, inoltre avere foto di cuccioli o di intere cucciolate di gatti di razza non è una missione impossibile, anzi! Ormai basta entrare su Subito.it scorrere gli annunci, contattare l’inserzionista che ci interessa e richiedere altre foto, oppure ancora più semplice i gruppi e le chat Facebook in cui il materiale fotografico lo si può prelevare senza troppe difficoltà. Mi è capitato personalmente di vedere annunci con foto di Maine Coon prese da siti o pagine di allevamenti noti o addirittura di Maine Coon “famosi” (Mr. Vivo ad esempio – se non lo conosci di nome sicuramente avrai già visto sui social foto o video di questo magnifico gattone). Quindi anche nel caso fossimo in possesso di foto a dimostrazione di questa famosa “linea XXL” di Maine Coon non è detto che le foto siano reali, inoltre è facile osservare (e questo capita anche a me con i miei gattoni) foto in cui questi micioni sembrano delle vere e proprie tigri in braccio ai loro proprietari!  Verità o prospettiva?  Vorrei poter dire “verità” ma ahimè alcune volte le foto vengono scattate volontariamente da una prospettiva che enfatizza la stazza di questi magnifici felini ed aggiungo: se un Maine Coon viene fotografato in

“Adottare un Maine Coon? Attento: Potresti Cadere in una Truffa Senza Nemmeno Saperlo!”

Ti piacerebbe adottare un Maine Coon in tutta sicurezza?  Adottare un Maine Coon è il sogno di molti appassionati di gatti. Questi felini maestosi, noti per la loro grande taglia, il pelo soffice e la loro natura affettuosa, conquistano subito il cuore di chiunque li incontri. Ma sei sicuro di sapere come farlo in modo sicuro e responsabile? Ti è mai capitato di chiederti quale sia il prezzo giusto? Quante volte ti è capitato di trovarti di fronte a centinaia di annunci diversi che partono da 600€ e che arrivano fino a 1700€?  Se non sei abbastanza informato, potresti cadere nelle mani di allevatori poco onesti o, peggio, di truffatori che ti vendono cuccioli senza pedigree, senza vaccini o con gravi problemi di salute. E’ proprio per questo che poi molte volte gli adottanti si ritrovano in queste situazioni! Ricorda: Adottare un Maine Coon non è una decisione da prendere alla leggera. Dietro annunci apparentemente convenienti si nascondono spesso insidie che possono trasformare il tuo sogno in un incubo.  Tra i problemi più comuni troviamo: Cuccioli senza pedigreeMolti allevatori improvvisati vendono cuccioli senza fornire alcuna garanzia sulla loro purezza genetica. Potresti ritrovarti con un gatto che somiglia a un Maine Coon, ma che non lo è davvero. Problemi di salute non dichiaratiSenza controlli adeguati, il cucciolo potrebbe avere malattie genetiche o infezioni non curate, che porteranno a costose cure veterinarie e, nei casi peggiori, a sofferenze per il gatto. Allevatori che spariscono dopo la venditaSpesso gli allevatori disonesti non offrono alcun supporto dopo l’adozione, lasciandoti solo con mille dubbi e nessuno a cui chiedere aiuto. Falsi allevatori e truffe onlineInternet è pieno di annunci fraudolenti. Alcuni truffatori pubblicano foto di gatti bellissimi e chiedono un anticipo in denaro per poi sparire senza lasciar traccia.  La causa di tutto questo è la mancanza di tutela e garanzie per chi desidera adottare un Maine Coon. Spero che tu non stia pensando di adottarne uno alla cieca o tramite il semplice passaparola senza conoscere bene l’allevatore e gli allevamenti. Se ti è capitato quindi di chiedere informazioni per adottare un Maine Coon sappi che purtroppo dietro a tutto questo c’è tantissima disinformazione.  Spesso si sente dire: “ Vai da Tizio, io l’ho preso li e mi sono trovata benissimo” Poi senti un’altra persona dire: “ Io sono andata proprio da Tizio, e mi ha dato un Maine Coon senza i documenti necessari, quando l’ho scoperto è sparito e non si è fatto più sentire” Quindi come fai a sapere a chi rivolgerti? Come fai a trovare allevatori onesti e professionali che si fanno veramente il mazzo per allevare questi cuccioli? So che probabilmente per te questa è una doccia gelata che rompe la tua convinzione che basti chiedere a qualche gruppo facebook oppure basti fare una ricerca rapida su internet. Ma non è così. Se continui a informarti dalle persone sbagliate ti ritroverai ad avere una confusione in testa che nemmeno immagini! Non mi credi?  Fa una prova: iscriviti ad una decina di gruppi Facebook dove si parla di Maine Coon, scrivi la stessa domanda che vuoi fare in ogni gruppo. Prendi un foglio e trascrivi tutte le risposte che ricevi, sia dai proprietari sia dagli allevatori! Le casistiche sono due: Numero 1 Nei gruppi si scatenerà una guerra tra chi ha ragione e chi no, tra chi ha vissuto una certa esperienza e chi un’altra. Alla fine ti ritroverai con tantissime indicazioni, tutte diverse, e ti chiederai: “Ok, e adesso? Da dove inizio? Sono punto e a capo”. oppure Numero 2 Oppure riceverai risposte da molti allevatori che, in maniera indiretta, ti proporranno il loro allevamento. Ti ritroverai con 20 allevamenti diversi da confrontare. Comincerai a entrare in ogni sito per vedere che tipo di cuccioli hanno, chi sono gli allevatori e ogni particolare che ti faccia venir voglia di comprare da loro. Quindi, come fai a sapere a chi affidarti? Ora te lo spiego, ma prima lascia che ti dica una cosa: La verità è che oggi adottare un Maine Coon richiede attenzione. Significa portare nella tua vita un compagno a quattro zampe che ti accompagnerà per molti anni. Questi gatti non sono solo belli da vedere, ma hanno anche caratteristiche uniche che li rendono speciali: Sono gatti affettuosi e socievoli, ideali per famiglie con bambini o altri animali. Hanno bisogno di cure particolari, come una toelettatura regolare e un’alimentazione equilibrata, per mantenere il loro magnifico pelo e la loro salute robusta. La loro personalità vivace e giocherellona richiede stimoli continui e spazi adatti. Un’adozione responsabile non solo ti garantisce un cucciolo sano e felice, ma ti permette anche di sostenere allevatori seri che lavorano per preservare questa meravigliosa razza. Non basta chiedere nei gruppi Facebook o fare una rapida ricerca su Google.  Il problema è che molte persone, spinte dalla voglia di risparmiare o dalla scarsa conoscenza, si affidano a pseudo-allevatori che non seguono standard professionali. Questo porta a una serie di problemi che possono avere conseguenze devastanti: Costi veterinari elevati: Cuccioli non vaccinati o con malattie genetiche possono richiedere cure costose, che superano di gran lunga il risparmio iniziale. Gatti non di razza: Spesso i cuccioli venduti a basso costo non sono veri Maine Coon, ma incroci che non rispettano gli standard della razza. Mancanza di supporto: Senza un allevatore affidabile, ti ritroverai da solo ad affrontare eventuali problemi o dubbi. Ed è proprio per questo motivo che serve una guida affidabile per evitare di cadere nelle mani di pseudo-allevatori. Non sto dicendo sciocchezze,  e infatti voglio evitarti tutto questo perchè ci sono già passata anche io! Ma alla fine dei conti ti starai chiedendo: “chi sei tu,  per dirmi cosa devo fare?”  Io sono Sophia, consulente specializzata nella razza Maine Coon e questa è la Maine Coon Academy la prima accademia per la tutela della razza Maine Coon in Italia che protegge il cliente da truffe, allevatori non onesti e disinformazione.  Infatti ricordati sempre che non tutti gli enti o le persone che hanno a che fare con gli

Svelate le 5 bufale degli allevatori poco seri!

Come smascherare gli “pseudo allevavatori?” Nell’immaginario comune l’allevatore di gatti di razza è visto come una persona appassionata di gatti, che si concentra e si dedica al benessere ed alla selezione di una razza specifica e che cura i suoi mici ed i loro cuccioli come membri effettivi della famiglia. Sicuramente molti sono realmente così ma, come in tutti i settori, anche nell’ambito allevatoriale felino non mancano le “mele marce”. In questo articolo non troverai la parte teorica di quali documenti occorrono e tutelano un’aspirante adottante di Maine Coon, ma bensì troverai le indicazioni su come orientarti in un settore in cui, ahimè troppo spesso ci si imbatte in persone che si spacciano per allevatori ed il cui scopo è quello di riempirsi le tasche a scapito della vita e della salute dei nostri amati micioni. Bene, quindi cominciamo subito! Sicuramente un buon punto di partenza è quello di orientare la tua scelta solo su annunci in cui viene specificato che i cuccioli sono dotati di pedigree poiché questo documento è l’unico che può garantire che un gattino non sia un incrocio ma un gatto di razza a tutti gli effetti. Quindi se ora stai pensando: “Eh ma mio cugino ha preso un Maine Coon a 200 euro da un suo amico ed è bellissimo, è proprio di razza, fidati!”. Io ti rispondo invece di fidarti di me e ti dico che con 200 euro un allevatore serio e competente non paga nemmeno il costo della lettiera che genitori e cuccioli utilizzeranno dalla nascita fino ai 3 mesi di vita. Ma come anticipato sopra, qui non parlerò nello specifico del pedigree e, qualora fossi interessato ad approfondire l’argomento e tutto quello che c’è dietro al rilascio di questo importante documento, ti consiglio di leggere il nostro articolo “Pedigree o non pedigree?”. Ora torniamo a noi, orientare dunque la scelta di una possibile adozione solo su soggetti dotati di pedigree è il primo passo verso un’adozione sicura e consapevole ma questo non basta. Non basta nemmeno che i cuccioli siano belli e rispecchino lo standard estetico di razza, bisogna andare oltre e con l’andare oltre intendo dire che bisogna assolutamente scegliere e capire se un allevamento è etico oppure no. In questo momento ti sto vedendo: occhi sgranati, punti interrogativi che girano sulla testa… Tranquillo nulla di difficile anzi ora ti spiegherò passo passo cosa intendo con allevamento etico. Molti pseudo allevatori sono dei cialtroni, persone che spesso mascherano la loro incompetenza dietro ad arroganza e saccenza e, se vuoi davvero evitare situazioni snervanti, non credere mai alle situazioni che ti descriverò tra poco. Andiamo quindi per punti e vediamo le grandi bufale dei finti allevatori. Bufala n°1 “Al momento posso farti vedere solo il pedigree di papà gatto ma non quello di mamma gatta perché deve ancora arrivare”. – Un allevatore SERIO non avrà problemi a parlare di pedigree e mostrarti dunque il certificato genealogico dei suoi riproduttori o semplicemente quello dei genitori dei cuccioli. – Diffida ed evita come la peste bubbonica tutti quegli “allevatori” che, alla tua richiesta di sapere se i cuccioli ed i genitori sono dotati di pedigree, accampano scuse di ogni genere e tipo. – Qualunque scusa riguardo questo documento deve farti accendere un campanello d’allarme grande come una casa! Ricorda che, sebbene le associazioni alcune volte abbiano tempi lunghi per il rilascio del pedigree, per essere in regola al momento della richiesta di questo documento per i cuccioli, è necessario che l’allevatore presenti alla sua associazione felina il certificato di accoppiamento dei futuri genitori. In questo certificato è obbligatorio trascrivere il numero del pedigree di entrambi i riproduttori ed in assenza di tale certificato non si potrà successivamente richiedere il pedigree per i cuccioli. Quindi tutte le casistiche per cui solo uno dei due genitori è dotato di pedigree oppure più in generale, tutte le casistiche in cui affrontare l’argomento pedigree diventa una partita di Cluedo tra te e l’allevatore, devi davvero farti innescare un’unica domanda: “Ma questo signor allevatore fa le cose per bene ed in regola?”. E ti rispondo subito in modo da chiarirti definitivamente le idee: “il signor allevatore in questione non fa le cose per bene e sicuramente non è in regola”. I gatti senza pedigree possono essere bellissimi, sanissimi e rispecchiare gli standard di razza ma l’assenza di questo documento denota una certa anarchia. Ricorda che il pedigree viene rilasciato dalle associazioni feline le quali, oltre a stabilire e far rispettare standard estetici e di salute per una determinata razza, controllano e regolamentano gli accoppiamenti a tutela della salute di tutti i riproduttori, siano questi maschi o femmine. Inoltre il pedigree è un documento obbligatorio per legge e, nel caso in cui si vendesse un gatto di razza senza tale certificato, la legislatura non riconosce questo gatto come gatto di razza e sanziona chi vende animali dichiarati appartenenti ad una specifica razza sprovvisti di tale documento. Bufala n°2 “I genitori dei cuccioli hanno il pedigree ma per i piccoli non è stato richiesto”. Altra bufala che mette i brividi… Ma facciamo insieme un piccolo ragionamento che ti aiuterà a chiarirti le idee. – Se i genitori hanno il pedigree è contro l’interesse e l’immagine dell’allevatore stesso cedere dei cuccioli sprovvisti di tale documento. Sono sicurissima infatti che, nel caso specifico, qualora si cercasse di approfondire la motivazione che spinge un allevatore a non richiedere il pedigree per i cuccioli, nonostante abbia dei riproduttori in regola, le possibilità sarebbero due. prima possibilità lo pseudo allevatore sparisce e non risponde  seconda possibilità lo stesso signor allevatore accampa scuse adottando un atteggiamento scocciato ed arrogante cercando di tagliar corto la conversazione senza dare realmente una motivazione seria e valida. Che dire… Anche qui ti prego fatti scattare un alert gigante e poniti delle domande sull’operato di questa persona. Le motivazioni reali del perchè un allevatore potrebbe non richiedere il pedigree per una cucciolata, nonostante i genitori siano in possesso del certificato genealogico, sono: accoppiamento tra due riproduttori avvenuto a ridosso della nascita di