“Come accogliere un Maine Coon senza stress, forzature e pressioni inutili” Anche se è la tua prima volta e hai paura di sbagliare!

“Come accogliere un Maine Coon senza stress, forzature e pressioni inutili” Anche se è la tua prima volta e hai paura di sbagliare! È un dubbio che nasce quasi sempre quando si decide di accogliere in famiglia un cucciolo di Maine Coon.E anche se può sembrare scontato, in realtà racchiude molto più di quanto sembri. Quando ti chiedi “riuscirò a fare le cose come si deve?” non è solo perché sei felice che arrivi un nuovo compagno in casa. C’è anche la paura di combinare pasticci, di non essere capace, di rovinare tutto già dall’inizio. È normale sentirti così, capita a chiunque decida di prendere un animale. L’arrivo di un cucciolo in casa, di qualsiasi specie, è un evento delicato e significativo, che non dovrebbe mai essere affrontato con leggerezza o improvvisazione. Nei gruppi Facebook e nei forum dedicati ai Maine Coon capita spesso di leggere post di persone pronte ad accogliere il loro gattino: traspare gioia, impazienza, curiosità, affetto ancora prima dell’incontro. Accanto a tutto questo, però, emergono quasi sempre dubbi e incertezze legate alla gestione dei primi giorni, alle scelte pratiche, ai comportamenti “giusti” o “sbagliati”. Questa preoccupazione è assolutamente comprensibile, perché l’inserimento di un gattino in un nuovo ambiente rappresenta uno dei momenti più delicati, e spesso sottovalutati, della sua vita. Non si tratta di una fase breve o trascurabile, né di un semplice periodo di adattamento che “passerà da solo” poiché se gestita in modo scorretto, questa fase può avere ripercussioni sul benessere fisico ed emotivo del cucciolo anche nel medio e lungo periodo. Prepararsi in modo adeguato significa quindi non solo vivere con maggiore serenità l’accoglienza, ma gettare basi solide per una convivenza equilibrata, rispettosa e duratura per tutti i membri della famiglia. Il consiglio che molti scartano… e che fa davvero la differenza Se hai già chiesto consigli online, probabilmente ti sei sentito rispondere più volte: “Segui le indicazioni dell’allevatore.” Una frase breve, apparentemente generica, che a lungo andare può risultare persino irritante. È facile pensare che sia una risposta di comodo o un modo per liquidare la questione senza approfondire, qualcuno arriva persino a pensare che venga data solo quando il gatto non proviene da quel determinato allevamento. In realtà, questo consiglio è uno dei più corretti e sensati che chi conosce davvero la razza possa darti. L’allevatore di origine è la persona che ha seguito la mamma del cucciolo durante tutta la gravidanza, ha assistito alla nascita, ha accompagnato il piccolo nelle fasi di allattamento, svezzamento, socializzazione e crescita. Ha osservato quel cucciolo giorno dopo giorno, ne conosce le reazioni, le abitudini, le preferenze, i tempi. Nessuno meglio di lui conosce il contesto in cui il cucciolo è cresciuto e le routine che hanno scandito i suoi primi mesi di vita. Ricreare, per quanto possibile, le stesse condizioni a cui il cucciolo era abituato in allevamento come alimentazione, tipo di ciotole, lettiera, sabbietta, disposizione degli spazi, modalità di gestione è la chiave per rendere il cambio di ambiente meno stressante. Ed è proprio per questo che le indicazioni dell’allevatore non sono un dettaglio secondario, ma un vero punto di partenza. Il problema non è l’impegno, ma il punto di vista! A questo punto è facile pensare che l’inserimento sia solo una questione di “fare le cose giuste”: seguire una lista di indicazioni pratiche, evitare errori evidenti, organizzare bene gli spazi. In realtà, il valore più profondo dei consigli dell’allevatore non risiede solo nell’esperienza tecnica, ma nel punto di vista da cui nascono. Sono suggerimenti che funzionano perché tengono conto di come il gatto vive questo cambiamento ed è proprio per questo che il tema dell’inserimento non riguarda solo chi accoglie un cucciolo da un allevamento. Che il gatto arrivi da un allevamento, da un gattile, da un rifugio o dalla strada, dal suo punto di vista la situazione è sempre la stessa: si ritrova improvvisamente in un ambiente nuovo, con persone, odori e abitudini che non conosce. Noi viviamo questo momento con entusiasmo, curiosità, aspettative dal suo punto di vista, invece, è una fase fatta di distacchi, perdita di riferimenti e molte novità concentrate in poco tempo. Ed è proprio qui che, senza rendersene conto, molte persone commettono errori, non per superficialità, ma perché è naturale ragionare da esseri umani e non da gatti. Un diverso modo di vivere i primi giorni! Quando accogliamo un cucciolo, spesso lo facciamo immaginando come sarà la relazione: le coccole, la curiosità, la voglia di esplorare, il contatto immediato. Tutte aspettative comprensibili, ma che non tengono conto di un aspetto fondamentale: il gatto non condivide il nostro punto di vista. Nei primi giorni, il cucciolo non è interessato a costruire una relazione nel modo in cui la intendiamo noi, la sua priorità non è interagire, ma capire dove si trova, se l’ambiente è sicuro e quali sono i suoi nuovi punti di riferimento. Quando queste aspettative non vengono assecondate, il rischio è quello di interpretare comportamenti perfettamente normali come segnali di “freddezza”, paura eccessiva o addirittura rifiuto. In realtà, il gatto sta semplicemente facendo ciò che la sua specie gli ha insegnato a fare ovvero osservare, valutare, prendersi il tempo necessario. Questo vale ancora di più quando in casa ci sono bambini, altri animali o una routine familiare già strutturata. Il gatto non entra automaticamente in quel sistema: ha bisogno di comprenderlo, mapparlo e sentirlo prevedibile. Il gatto non interpreta il mondo come facciamo noi, vista e udito sono importanti, ma il suo vero linguaggio è l’olfatto. Attraverso gli odori riconosce ciò che è sicuro, familiare o potenzialmente minaccioso, la sua casa, la sua famiglia e il suo territorio non sono definiti da muri o stanze, ma da una mappa olfattiva precisa e coerente. Per questo motivo, ogni ambiente che per noi è “neutro”, per il gatto è inizialmente rappresenta un ambiente privo di significato. Quando arriva in una nuova casa, si trova immerso in un insieme di odori sconosciuti, senza punti di riferimento ed è come se perdesse la sua bussola personale. Dal punto
“60 o 90 giorni? quando adottare o cedere un cucciolo?”

Cosa Succede Davvero nei Primi 90 Giorni con un Maine Coon? “Consegna/ritiro a 90 giorni”… No tranquillo, non si parla della consegna della tua nuova cucina ma questa è l’età minima da attendere per poter accogliere il tuo nuovo cucciolo di Maine Coon. Se hai anche solo minimamente consultato annunci online immagino già la tua confusione perché sul web ci sono, come sempre, un sacco di informazioni diverse e contrastanti ed è normale chiedersi quali siano le informazioni corrette ma la vera domanda da porsi è: “Quali sono i tempi corretti per un gattino per lasciare mamma e fratellini?” Ti rispondo subito ed il tempo corretto per un gattino per poter abbandonare “il nido” è appunto dopo i 90 giorni! Sicuramente avrai delle obiezioni a riguardo e le immagino già… “Io ho visto annunci in cui si cedevano i cuccioli dopo 60 giorni dalla nascita e non 90” oppure “Ma io il Maine Coon lo cerco piccolo piccolo così me lo cresco come voglio!”. Ecco, proprio per quest’ultima obiezione se lo hai pensato anche tu, anche solo una volta è meglio se continui a leggere perchè è davvero importante ciò che sto per dirti ed è importantissimo per te ma soprattutto lo sarà per il cucciolo che vorrai adottare. Ecco cosa prevede la legge… Faccio una premessa proprio sui 60 giorni ed è vero, ahimè, che ci sono ancora allevatori o presunti tali che cedono i cuccioli ad 8 settimane e questo purtroppo accade poiché la legge n.194 del 20-08-2008 parla chiaro, ovvero che gli animali d’affezione, quali cani e gatti, possono essere staccati dalle madri per raggiungere le nuove famiglie a due mesi di vita. Ma come ben sappiamo spesso le leggi non tengono conto di alcuni aspetti che sono fondamentali per il benessere psicofisico dei nostri amati amici felini. Non a caso alcune associazioni feline hanno imposto limiti rigidi e severi per tutelare appunto i gatti iscritti alle loro associazioni imponendo soglie minime per la cessione dei cuccioli a 12 settimane e, alcune, stanno alzando l’età minima per lasciare mamma gatta e fratellini addirittura a 14 settimane compiute! Ma facciamo chiarezza perché, se è vero che da un lato la legge parla chiaro sulle tempistiche e quindi l’età minima per cui un gattino può essere staccato dalla madre, dall’altro lato però non si fa alcun riferimento o distinzione al tipo di contesto da cui proviene il gattino. Quindi diventa estremamente necessario dover distinguere tra gattini randagi o di gattile che non hanno la mamma e gattini invece di allevamento che vivono in un contesto sociale ed etologico ottimale in cui sono presenti mamma gatta e fratellini. Il contesto di provenienza è importante, vediamo perché. In parole povere possiamo quindi dire che, nel caso in cui andassimo in un gattile per adottare un gattino ferale (di strada per intenderci) che ha perso la mamma in tenerissima età, i 60 giorni non sarebbero un problema poiché il cucciolo sarà stato, per necessità, svezzato precocemente e adottandolo sarà probabile che andremmo a migliorare la sua qualità di vita. Diverso è invece il discorso per i gattini di allevamento che una mamma ce l’hanno e non hanno necessità di “bruciare” le tappe poiché vivono in un contesto sano, amorevole ed equilibrato. Ma passiamo dunque al sodo e se sei arrivato fin qui hai sicuramente capito che anche in questo caso abbiamo una falla nel sistema, uno spaccato che divide in maniera netta la questione in due parti! Ovvero da una parte la legge ci parla di età minima di 60 giorni senza fare distinzioni tra gattini di allevamento e gattini provenienti da rifugi, dall’altra parte invece abbiamo le associazioni che rilasciano i pedigree e che stanno imponendo limiti precisi, innalzando l’età minima, a tutela dei “loro gattini”. “Da che parte stare quindi?” la risposta è molto facile… “Dobbiamo stare SOLO dalla parte dei gatti!”. Immagino la confusione nella tua testa e se ora stai pensando… “E questo che significa?”… Tranquillo è tutto molto più semplice di ciò che sembra e per sintetizzare dobbiamo tenere a mente che quando si parla di gatti dobbiamo SEMPRE E SOLO considerare il loro bene! Quindi senza stare a contare e perderci in giorni, settimane e date per poter portare a casa un cucciolo di gatto (anche senza considerarne la provenienza) teniamo sempre come punto di riferimento i 3 mesi di età dello stesso. Per facilitarti è bene che tu abbia a mente un unico motto, ovvero: “I gattini più stanno con la mamma e meglio è!”. Ed è proprio con questo motto che smontiamo subito una delle convinzioni peggiori che esistano e che abbiamo già visto all’inizio… “Ma io il Maine Coon lo cerco piccolo piccolo così me lo cresco come voglio!”. Che lo abbiate pensato voi in quanto adottanti, oppure che lo abbiate sentito dire da un amico o peggio se sei incappato in un allevatore che per convincerti a prendere subito il cucciolo ti ha detto: “Portalo a casa ora che ha 2 mesi cosi lo educhi come preferisci tanto ormai la mamma non lo allatta più…” è assolutamente necessario che tu sappia che questa è una cosa RISCHIOSISSIMA per il cucciolo! No, non sto facendo del terrorismo ma portare a casa un gattino di soli 2 mesi porterà più problemi che benefici e vediamo subito il perchè. Altra piccola premessa però, adottare un gattino di 2 mesi è da considerarsi un beneficio per un cucciolo solo se questo si trova in un contesto in cui non ha più la mamma (perché malata o deceduta) oppure nel caso in cui la vita del gattino stesso sia in pericolo, diversamente è assolutamente necessario, anche per i gattini non di razza, riprendere il motto visto poc’anzi e ripetiamolo insieme… “I gattini più stanno con la mamma e meglio è!”. Purtroppo spesso molte persone commettono l’errore di pensare di potersi sostituire alle mamme di un’altra specie, nel caso specifico è un pensiero ahimè assai diffuso quello di potersi sostituire a mamma gatta! Ma ormai diversi studi
“La Truffa dell’XXL: Ecco la Verità sui Maine Coon Giganti”

Ne hai sentito parlare anche tu vero? Dei Maine Coon XXL E’ sicuramente capitato anche a te di imbatterti in annunci di cessione di cuccioli di Maine Coon su cui è indicato “cuccioli di Maine Coon linea XXL disponibili!”. Che tu ne abbia già uno o qualora ti stessi informando per accoglierne un esemplare avrai pensato: “Quindi ci sono più taglie di Maine Coon?”, ti toglierò immediatamente questo dubbio confermandoti che… No! I Maine Coon non hanno “le taglie”. Ammetto che tutte le volte che affronto questo argomento mi sembra di essere al mercato ad un banco di abbigliamento… Ma è bene fare chiarezza sulla questione “taglie” poiché si sta propagando sempre di più la credenza che esista una linea di Maine Coon giganti più grande del tradizionale Maine Coon. È ormai noto che questi gatti siano molto ricercati non solo per il loro carattere ma anche per il loro aspetto e, una delle caratteristiche più apprezzate, è proprio la loro mole grande ed imponente che li fa apparire come piccole linci addomesticate, infatti non a caso questi gattoni sono conosciuti come i gatti più grossi al mondo (dopo i Norvegesi delle Foreste!). E se arrivati a questo punto ti stai chiedendo “Ma se i Maine Coon sono tra i gatti più grossi al mondo, perché è sbagliato definirli XXL?“… Te lo spiego subito ma prima ripeti con me “XXL può esserlo una maglia e non un essere vivente!”, questo deve risuonare come un mantra nella testa quando ci si imbatte in questo tipo di annunci. I Maine Coon XXL non esistono per una semplicissima ragione ovvero lo standard di razza non prevede, come accade invece per alcune razze di cani, delle taglie diverse per questo tipo di gatti. Un esempio pratico lo abbiamo con i barboncini per i quali esistono diversi tipi di categorie e misure ammesse nello standard di razza e queste sono: gigante medio nano toy Ogni categoria ha quindi un range di peso e altezza al garrese ben definito, ben distinguibile l’uno dall’altra. Diverso è dunque per i Maine Coon, il cui standard di razza prevede un range di peso diverso per maschi e femmine ma non si riferisce a categorie specifiche che appunto ci riportano a differenze nette tra gli esemplari appartenenti alla razza. Facciamo quindi un pò di chiarezza e vediamo insieme quale è il peso previsto dallo standard di razza… Attenzione! Non ti annoierò con lunghe spiegazioni e ti prometto che sarò breve. Ecco quindi il peso indicativo di questi micioni: un maschio adulto può arrivare a pesare 8/10 kg una femmina adulta può arrivare a pesare 5/7 kg ALT! So già che nella tua testa avrai pensato: “Così poco? Ma se mio cugino ha appena preso un cucciolo il cui padre pesa 15 kg!“. E’ proprio qui che dobbiamo fare delle riflessioni! Anche se 15 kg sono davvero tantini per un Maine Coon, non è detto che non esistano esemplari che possano raggiungere pesi estremi, ma dobbiamo porci delle domande: “15 Kg sono reali?”. Ma soprattutto… “Il gatto è in salute? Siamo sicuri che non soffra di obesità?”. Purtroppo molto spesso proprietari (che io definirei fanatici) hanno la tendenza a pesare costantemente il loro gatto ed attuano (spero inconsapevolmente) un vero e proprio programma di ingrasso. Sì, hai capito bene! Quando ci si imbatte in soggetti che superano i 10 kg è bene osservare il gatto per capire se questo sia realmente molto grande oppure solo grasso. I Maine Coon essendo dotati di un mantello folto e di una struttura possente camuffano molto bene i kg di troppo, ma posso garantirti che non è cosa rara vedere gattoni appartenenti a questa razza somigliare a Garfield! Inoltre i pesi importanti spesso vengono raggiunti da soggetti sterilizzati o castrati, raramente soggetti riproduttivi raggiungono “pesi massimi” in quanto lo stato di attività riproduttiva rappresenta per i gatti una condizione stressante e in alcuni casi addirittura debilitante… Ma di questo ne parleremo in un’altro articolo. Ora torniamo a noi ed immagino il tuo scetticismo… Ripartendo sempre dal cugino che ha preso il cucciolo da quell’allevatore che ha il suo stallone che pesa 15 kg, sicuramente avrai un obiezione ovvero “Magari papà gatto non pesava proprio 15 kg ma era davvero XXL ho visto le foto ed era gigante!”. Affrontiamo ora il tema foto… Che a mio avviso è un tema davvero scabroso, ovvero: “Quali e quanto sono reali le foto che vediamo?” Attenzione, con questo non voglio dire che le foto che vediamo negli annunci siano tutte false ma in un mondo in cui ormai si modificano fotografie di ogni genere e in cui si “photoshoppa” qualunque cosa non è una rarità imbattersi in annunci le cui foto siano ritoccate o peggio rubate! Tutti gli annunci ormai sono corredati da materiale fotografico, inoltre avere foto di cuccioli o di intere cucciolate di gatti di razza non è una missione impossibile, anzi! Ormai basta entrare su Subito.it scorrere gli annunci, contattare l’inserzionista che ci interessa e richiedere altre foto, oppure ancora più semplice i gruppi e le chat Facebook in cui il materiale fotografico lo si può prelevare senza troppe difficoltà. Mi è capitato personalmente di vedere annunci con foto di Maine Coon prese da siti o pagine di allevamenti noti o addirittura di Maine Coon “famosi” (Mr. Vivo ad esempio – se non lo conosci di nome sicuramente avrai già visto sui social foto o video di questo magnifico gattone). Quindi anche nel caso fossimo in possesso di foto a dimostrazione di questa famosa “linea XXL” di Maine Coon non è detto che le foto siano reali, inoltre è facile osservare (e questo capita anche a me con i miei gattoni) foto in cui questi micioni sembrano delle vere e proprie tigri in braccio ai loro proprietari! Verità o prospettiva? Vorrei poter dire “verità” ma ahimè alcune volte le foto vengono scattate volontariamente da una prospettiva che enfatizza la stazza di questi magnifici felini ed aggiungo: se un Maine Coon viene fotografato in
“Adottare un Maine Coon? Attento: Potresti Cadere in una Truffa Senza Nemmeno Saperlo!”

Ti piacerebbe adottare un Maine Coon in tutta sicurezza? Adottare un Maine Coon è il sogno di molti appassionati di gatti. Questi felini maestosi, noti per la loro grande taglia, il pelo soffice e la loro natura affettuosa, conquistano subito il cuore di chiunque li incontri. Ma sei sicuro di sapere come farlo in modo sicuro e responsabile? Ti è mai capitato di chiederti quale sia il prezzo giusto? Quante volte ti è capitato di trovarti di fronte a centinaia di annunci diversi che partono da 600€ e che arrivano fino a 1700€? Se non sei abbastanza informato, potresti cadere nelle mani di allevatori poco onesti o, peggio, di truffatori che ti vendono cuccioli senza pedigree, senza vaccini o con gravi problemi di salute. E’ proprio per questo che poi molte volte gli adottanti si ritrovano in queste situazioni! Ricorda: Adottare un Maine Coon non è una decisione da prendere alla leggera. Dietro annunci apparentemente convenienti si nascondono spesso insidie che possono trasformare il tuo sogno in un incubo. Tra i problemi più comuni troviamo: Cuccioli senza pedigreeMolti allevatori improvvisati vendono cuccioli senza fornire alcuna garanzia sulla loro purezza genetica. Potresti ritrovarti con un gatto che somiglia a un Maine Coon, ma che non lo è davvero. Problemi di salute non dichiaratiSenza controlli adeguati, il cucciolo potrebbe avere malattie genetiche o infezioni non curate, che porteranno a costose cure veterinarie e, nei casi peggiori, a sofferenze per il gatto. Allevatori che spariscono dopo la venditaSpesso gli allevatori disonesti non offrono alcun supporto dopo l’adozione, lasciandoti solo con mille dubbi e nessuno a cui chiedere aiuto. Falsi allevatori e truffe onlineInternet è pieno di annunci fraudolenti. Alcuni truffatori pubblicano foto di gatti bellissimi e chiedono un anticipo in denaro per poi sparire senza lasciar traccia. La causa di tutto questo è la mancanza di tutela e garanzie per chi desidera adottare un Maine Coon. Spero che tu non stia pensando di adottarne uno alla cieca o tramite il semplice passaparola senza conoscere bene l’allevatore e gli allevamenti. Se ti è capitato quindi di chiedere informazioni per adottare un Maine Coon sappi che purtroppo dietro a tutto questo c’è tantissima disinformazione. Spesso si sente dire: “ Vai da Tizio, io l’ho preso li e mi sono trovata benissimo” Poi senti un’altra persona dire: “ Io sono andata proprio da Tizio, e mi ha dato un Maine Coon senza i documenti necessari, quando l’ho scoperto è sparito e non si è fatto più sentire” Quindi come fai a sapere a chi rivolgerti? Come fai a trovare allevatori onesti e professionali che si fanno veramente il mazzo per allevare questi cuccioli? So che probabilmente per te questa è una doccia gelata che rompe la tua convinzione che basti chiedere a qualche gruppo facebook oppure basti fare una ricerca rapida su internet. Ma non è così. Se continui a informarti dalle persone sbagliate ti ritroverai ad avere una confusione in testa che nemmeno immagini! Non mi credi? Fa una prova: iscriviti ad una decina di gruppi Facebook dove si parla di Maine Coon, scrivi la stessa domanda che vuoi fare in ogni gruppo. Prendi un foglio e trascrivi tutte le risposte che ricevi, sia dai proprietari sia dagli allevatori! Le casistiche sono due: Numero 1 Nei gruppi si scatenerà una guerra tra chi ha ragione e chi no, tra chi ha vissuto una certa esperienza e chi un’altra. Alla fine ti ritroverai con tantissime indicazioni, tutte diverse, e ti chiederai: “Ok, e adesso? Da dove inizio? Sono punto e a capo”. oppure Numero 2 Oppure riceverai risposte da molti allevatori che, in maniera indiretta, ti proporranno il loro allevamento. Ti ritroverai con 20 allevamenti diversi da confrontare. Comincerai a entrare in ogni sito per vedere che tipo di cuccioli hanno, chi sono gli allevatori e ogni particolare che ti faccia venir voglia di comprare da loro. Quindi, come fai a sapere a chi affidarti? Ora te lo spiego, ma prima lascia che ti dica una cosa: La verità è che oggi adottare un Maine Coon richiede attenzione. Significa portare nella tua vita un compagno a quattro zampe che ti accompagnerà per molti anni. Questi gatti non sono solo belli da vedere, ma hanno anche caratteristiche uniche che li rendono speciali: Sono gatti affettuosi e socievoli, ideali per famiglie con bambini o altri animali. Hanno bisogno di cure particolari, come una toelettatura regolare e un’alimentazione equilibrata, per mantenere il loro magnifico pelo e la loro salute robusta. La loro personalità vivace e giocherellona richiede stimoli continui e spazi adatti. Un’adozione responsabile non solo ti garantisce un cucciolo sano e felice, ma ti permette anche di sostenere allevatori seri che lavorano per preservare questa meravigliosa razza. Non basta chiedere nei gruppi Facebook o fare una rapida ricerca su Google. Il problema è che molte persone, spinte dalla voglia di risparmiare o dalla scarsa conoscenza, si affidano a pseudo-allevatori che non seguono standard professionali. Questo porta a una serie di problemi che possono avere conseguenze devastanti: Costi veterinari elevati: Cuccioli non vaccinati o con malattie genetiche possono richiedere cure costose, che superano di gran lunga il risparmio iniziale. Gatti non di razza: Spesso i cuccioli venduti a basso costo non sono veri Maine Coon, ma incroci che non rispettano gli standard della razza. Mancanza di supporto: Senza un allevatore affidabile, ti ritroverai da solo ad affrontare eventuali problemi o dubbi. Ed è proprio per questo motivo che serve una guida affidabile per evitare di cadere nelle mani di pseudo-allevatori. Non sto dicendo sciocchezze, e infatti voglio evitarti tutto questo perchè ci sono già passata anche io! Ma alla fine dei conti ti starai chiedendo: “chi sei tu, per dirmi cosa devo fare?” Io sono Sophia, consulente specializzata nella razza Maine Coon e questa è la Maine Coon Academy la prima accademia per la tutela della razza Maine Coon in Italia che protegge il cliente da truffe, allevatori non onesti e disinformazione. Infatti ricordati sempre che non tutti gli enti o le persone che hanno a che fare con gli
“50 Sfumature di Maine Coon” Qual’è il vero colore del tuo?

Sei sicuro di conoscere il vero colore del tuo Maine Coon? Da sempre più tempo avrai notato che su siti, annunci, gruppi Facebook ci sono foto di Maine Coon con mantelli setosi e che hanno colorazioni molto particolari, colori che in gatti tradizionali non è così comune vedere. Questo è frutto di selezione da parte di allevatori che cercano di esaltare al meglio tutte le caratteristiche di questa bellissima razza, non solo prestando particolare attenzione alla salute, accoppiando soggetti sani ed esenti da malattie genetiche, ma cercando di esaltare alcuni tratti estetici che contraddistinguono il Maine Coon da tutte le altre razze. In questo articolo si parlerà di tutte le possibili colorazioni ammesse nello standard di razza ma soprattutto cercherò di tradurre in maniera molto semplice tutti gli aspetti legati alle colorazioni appunto del manto. Il gergo corretto Troppo spesso mi capita di sentire, da persone che vorrebbero adottare un cucciolo o semplicemente che vorrebbero approfondire l’argomento “colori”, di non riuscire a parlare e comprendere il linguaggio degli allevatori in quanto in molti annunci viene certamente indicato il colore, ma in gergo talmente tecnico e complicato, da essere quasi del tutto incomprensibile. Ho fatto una breve ricerca e devo ammettere che neofiti o nuovi possibili adottanti si imbattono in annunci come “Cuccioli Maine Coon Black Silver Tabby disponibili” o ancora più complicato “Maschietto ns22 disponibile” e, sebbene la prima tipologia di annunci sia abbastanza comprensibile perché basta tradurre la terminologia in inglese e si ha tranquillamente una traduzione di ciò che è letteralmente il tipo di colore, per la seconda tipologia di annunci è praticamente impossibile comprendere se non si ha un minimo di conoscenza di base. Ebbene, qualcuno potrebbe ribattere dicendo “Beh però sono sempre presenti le foto dei cuccioli negli annunci per poterne capire il colore” Questo è vero ma molto spesso il dubbio non è relativo all’aspetto del manto da cuccioli ma bensì a come potrebbe mutare il manto quando il micetto diventerà un adulto. Inoltre questo argomento è molto affascinante e approfondirlo ti permetterà di notare come il manto del tuo cucciolo varierà e muterà nelle varie fasi di crescita prima che questo diventi appunto un adulto. Aggiungerei anche che è molto interessante osservare come allevatori con esperienza sappiano già a poche settimane di vita dei loro cuccioli, riconoscere la colorazione definitiva dei micetti ancora lattanti, comunicando il colore corretto fin da subito alle associazioni che rilasceranno il pedigree. Ma direi di cominciare subito e partiamo dal concetto base ovvero che il colore di un cucciolo è sempre determinato dal patrimonio genetico, quindi per poter avere la certezza di come sarà il mantello del nostro gattino in età adulta è importante conoscere le colorazioni dei genitori e dei nonni. Per rendere meglio l’idea prendiamo l’esempio dei colori di capelli per un bambino, che potrà prendere il colore o dalla mamma o dal papà, in alcuni casi però si manifesta la comparsa dei colori di uno dei quattro nonni. Ecco questo può capitare anche nei gattini! I colori di base Ma passiamo al sodo, e cominciamo proprio dai colori base che nel Maine Coon sono il nero, che in gergo tecnico è denominato black, ed il rosso, denominato red. Già intravedo un sacco di punti interrogativi sulla tua testa in cui ti domanderai: “Ma io vedo sempre un sacco di gatti grigi tigrati”… Adesso arriviamo anche a quello, ma è bene che tu sappia prima che appunto ci sono i colori base, nero e rosso, e che questi possono essere definiti “solidi” oppure “tabby”. (Black Solid) (Red Solid) Questo che cosa significa? Molto semplicemente, per colore “solido” si intende il colore privo di disegni, mentre con il termine “tabby” si intende un mantello con disegni ovvero le classiche tigrature che sicuramente avrai visto, conosci ed associ ai comunissimi gatti di razza europea. Quindi geneticamente il cucciolo possiede nel suo DNA un gene che determina la colorazione base e un gene che determina la presenza o meno di un disegno sul mantello. Ci tengo a fare una precisazione davvero importante poiché ti è sicuramente capitato di osservare gatti neri che sono appunto completamente neri ed il manto non presenta alcun disegno, per dare un filo logico al discorso accennato qualche riga prima, in questo caso possiamo quindi parlare di gatto con manto nero solido privo di tigrature (black solid). Il discorso invece cambia per il colore rosso, cioè ti è sicuramente capitato di vedere gatti rossi (arancioni per rendere meglio l’idea) con disegni sul mantello, ma non ti sarà quasi mai capitato di vedere dei gatti completamente rossi privi di tigrature come invece capita per il colore nero. Il gene Tabby Ecco, per il colore rosso è necessario fare un piccolo approfondimento, poichè questa colorazione è strettamente legata al gene “tabby”. I gatti di questo colore saranno nella maggior parte dei casi tigrati, inoltre è davvero importante specificare anche che il gene del rosso è collegato al sesso ovvero, per essere più precisi, è legato al cromosoma X ed ecco perchè è più frequente trovare Maine Coon maschi rossi, che femmine. Tuttavia è possibile, ma in percentuale nettamente inferiore, trovare femmine rosse. (Black/Brown Tabby) (Red Tabby) Tornando invece al gene “tabby” è opportuno sapere che esistono diversi tipi di tigrature differenti infatti ti sarà sicuramente capitato di osservare gatti con disegni più sottili, altri con disegni che sembrano puntini. Ecco quindi elencati tutti i tipi di disegni del gene tabby: tabby blotched (figura 1) facilmente riconoscibile in quanto si presenta con una linea scura che corre dalla testa alla coda e due cerchi sui fianchi che formano un disegno simile alle ali di una farfalla tabby mackerel (figura 2) presenta una linea ininterrotta che segue tutta la colonna vertebrale fino alla punta della coda, da questa linea partono tigrature verticali e sottili simili appunto a quelle delle tigri tabby spotted (figura 3) simile al disegno mackerel, le striature sono interrotte e, al posto delle strisce verticali, troviamo delle macchie tonde che formano il caratteristico mantello maculato tabby ticked (figura 4) presenta leggere tigrature solamente nella zona delle zampe, della coda e del muso, mentre il corpo non appare tigrato Dunque i
“Il tuo Maine Coon sarà felice a casa tua? Ecco la verità”

Il tuo Maine Coon sarà felice a casa tua? Ecco la verità. “Maine Coon = gatto gigante = casa gigante!”, se lo hai pensato ti posso dire che non è del tutto corretto e ti spiego il perchè! In maniera quasi del tutto automatica si pensa che avere a disposizione molti metri quadri sia indispensabile per la soddisfazione del nostro Maine Coon, ma ti posso garantire che non è del tutto vero. Sicuramente una casa grande ha molti vantaggi: più spazio da esplorare, ottima suddivisione del “territorio”, ma sei proprio sicuro che avere tanto spazio sia l’unico modo per far vivere bene questi meravigliosi gattoni? La risposta è no, i gatti hanno una percezione dello spazio che è tridimensionale ovvero base, profondità ed altezza. Lo so, sembra una lezione di geometria ma ti assicuro che il concetto è semplicissimo e te lo spiego con pochi esempi pratici. Come tutti gli animali domestici (e come facciamo del resto anche noi) anche il Maine Coon si sposta di stanza in stanza, quindi utilizza lo spazio “base” e lo spazio “profondità”, ma scommetto che ti sarà capitato di vederlo passeggiare sui pensili più alti della tua cucina, oppure seduto sul frigorifero, o anche comodamente sdraiato sopra il tuo armadio scrutando attentamente i tuoi movimenti mentre lo cercavi disperato per tutta casa. Ecco, in questi ultimi casi abbiamo degli esempi pratici di come i nostri pelosoni vivano molto volentieri lo “spazio verticale” e quindi di come sfruttino l’altezza. Questo comportamento è tipico dei felini, infatti non troverai mai il tuo cane sopra il frigorifero o sopra l’armadio, perché questa è la caratteristica appunto che contraddistingue i gatti: la necessità quindi di poter sfruttare spazi in altezza. Se dunque ti è capitato di sgridare il tuo Maine Coon perchè sorpreso a camminare sul tavolo o sulla cucina, preparati perchè questo capiterà ancora e non servirà a nulla rimproverarlo poiché il ricercare posti “in alto” è un comportamento del tutto naturale. Se appunto pensassimo un’attimo a come si comporterebbe un gatto in natura, nel caso in cui scappasse da un predatore cercherebbe rifugio su un albero, oppure durante la caccia potrebbe sfruttare un qualunque rialzo per posizionarsi e balzare sulla piccola preda che ha individuato. E’ inoltre molto comune che i gatti prediligano posti alti per poter supervisionare il loro territorio in maniera completa, avendo una visuale più ampia e da una postazione sicura ed indisturbata. Quindi possiamo riassumere tutto in un unico concetto ovvero: più che la quantità è importante la qualità dello spazio in cui vive un Maine Coon e vedremo proprio in questo articolo come poter adattare le nostre case, siano queste grandi o piccole, villette o appartamenti. Qual’è il segreto? Il grande segreto per poter far vivere bene un Maine Coon, in qualunque contesto o spazio, indipendentemente dalla metratura, è ricreare il più possibile un ambiente stimolante e simile a come vivrebbe in natura. Tranquillo, non devi sradicare un albero e metterlo in salotto in modo da ricreare una foresta, ma è tutto molto più semplice: basterà offrire un luogo adeguato per consentirgli di comportarsi come se vivesse in natura, il tutto ovviamente in considerazione del fatto che viviamo appunto in case e non in foreste! Partiamo da uno dei bisogni fisiologici del Maine Coon, un bisogno che spesso preoccupa e alcune volte diventa oggetto di frustrazione se non gestito adeguatamente o sottovalutato, ovvero l’utilizzo della lettiera. Uno dei vantaggi di avere un gatto è sicuramente quello di non doverlo portare a spasso per fargli fare i suoi bisogni, anche se un Maine Coon potrebbe fare delle “cacche” grandi come quelle di un cane di piccola taglia, questo sarà comunque meno impegnativo rispetto a dover portare fuori più volte al giorno Fido. Sarà necessario scegliere da subito una lettiera capiente e di grandi dimensioni. I Maine Coon diventano grandi e pelosi e avranno bisogno di poter entrare all’interno della cassetta, di poter girare, scavare e ricoprire i loro bisogni. Una lettiera ampia garantirà al tuo Maine Coon lo spazio necessario per poter espellere i suoi bisogni senza fatica e senza correre il rischio di: – sporcarsi pestando e spargendo per casa “ricordini” – oppure che rimangano attaccati al pelo residui puzzolenti ed indesiderati – o che si dimentichi il sederino fuori dalla cassetta sporcando direttamente sul pavimento – o peggio… che per comodità faccia i suoi bisogni altrove! Un’altra cosa davvero importante è la collocazione: “Ma dove ti colloco?” Deve essere posizionata in un luogo tranquillo, indisturbato e non di passaggio. Spesso mi capita di sentire lamentele tipo: “il mio Maine Coon fa la pipì e la cacca sul tappeto del bagno anziché nella lettiera in entrata, sono disperato!”. Ecco la risposta è una soltanto: “faresti mai i tuoi bisogni se avessi il gabinetto posizionato in prossimità della porta di ingresso dalla quale hanno accesso tutti i componenti della famiglia?” la risposta sarebbe sicuramente NO, quindi perchè il tuo micione dovrebbe farlo? Individua quindi in casa tua uno spazio tranquillo, in cui non ci sia molto passaggio, magari un angolo del bagno o un ripostiglio in modo che il tuo Maine Coon possa, in tranquillità, prendersi il tempo necessario senza sentirsi in soggezione o in pericolo. Se dopo tutte queste indicazioni ti stai domandando: “ok, fin qui ho capito ma quale tipo di sabbietta devo usare? La lettiera è meglio aperta o chiusa?” Ti posso dire che per queste domande non c’è una regola precisa e tutto dipende molto dai gusti e dalle abitudini del tuo micio, in caso di un cucciolo appena inserito in famiglia il consiglio è quello mantenere il più possibile una condizione simile a quella a cui era abituato in allevamento. Se invece ti è stato fatto del terrorismo da amici e parenti schizzinosi che ti hanno detto: “che schifo ma la lettiera puzza e l’odore si diffonderà in tutta quanta la casa!” ci sono un sacco di accorgimenti per evitare gli odori indesiderati. Prima di tutto la pulizia. Prelevare ed eliminare più volte al giorno le “palline” che troverai nella cassetta aiuterà ad eliminare la principale
Svelate le 5 bufale degli allevatori poco seri!

Come smascherare gli “pseudo allevavatori?” Nell’immaginario comune l’allevatore di gatti di razza è visto come una persona appassionata di gatti, che si concentra e si dedica al benessere ed alla selezione di una razza specifica e che cura i suoi mici ed i loro cuccioli come membri effettivi della famiglia. Sicuramente molti sono realmente così ma, come in tutti i settori, anche nell’ambito allevatoriale felino non mancano le “mele marce”. In questo articolo non troverai la parte teorica di quali documenti occorrono e tutelano un’aspirante adottante di Maine Coon, ma bensì troverai le indicazioni su come orientarti in un settore in cui, ahimè troppo spesso ci si imbatte in persone che si spacciano per allevatori ed il cui scopo è quello di riempirsi le tasche a scapito della vita e della salute dei nostri amati micioni. Bene, quindi cominciamo subito! Sicuramente un buon punto di partenza è quello di orientare la tua scelta solo su annunci in cui viene specificato che i cuccioli sono dotati di pedigree poiché questo documento è l’unico che può garantire che un gattino non sia un incrocio ma un gatto di razza a tutti gli effetti. Quindi se ora stai pensando: “Eh ma mio cugino ha preso un Maine Coon a 200 euro da un suo amico ed è bellissimo, è proprio di razza, fidati!”. Io ti rispondo invece di fidarti di me e ti dico che con 200 euro un allevatore serio e competente non paga nemmeno il costo della lettiera che genitori e cuccioli utilizzeranno dalla nascita fino ai 3 mesi di vita. Ma come anticipato sopra, qui non parlerò nello specifico del pedigree e, qualora fossi interessato ad approfondire l’argomento e tutto quello che c’è dietro al rilascio di questo importante documento, ti consiglio di leggere il nostro articolo “Pedigree o non pedigree?”. Ora torniamo a noi, orientare dunque la scelta di una possibile adozione solo su soggetti dotati di pedigree è il primo passo verso un’adozione sicura e consapevole ma questo non basta. Non basta nemmeno che i cuccioli siano belli e rispecchino lo standard estetico di razza, bisogna andare oltre e con l’andare oltre intendo dire che bisogna assolutamente scegliere e capire se un allevamento è etico oppure no. In questo momento ti sto vedendo: occhi sgranati, punti interrogativi che girano sulla testa… Tranquillo nulla di difficile anzi ora ti spiegherò passo passo cosa intendo con allevamento etico. Molti pseudo allevatori sono dei cialtroni, persone che spesso mascherano la loro incompetenza dietro ad arroganza e saccenza e, se vuoi davvero evitare situazioni snervanti, non credere mai alle situazioni che ti descriverò tra poco. Andiamo quindi per punti e vediamo le grandi bufale dei finti allevatori. Bufala n°1 “Al momento posso farti vedere solo il pedigree di papà gatto ma non quello di mamma gatta perché deve ancora arrivare”. – Un allevatore SERIO non avrà problemi a parlare di pedigree e mostrarti dunque il certificato genealogico dei suoi riproduttori o semplicemente quello dei genitori dei cuccioli. – Diffida ed evita come la peste bubbonica tutti quegli “allevatori” che, alla tua richiesta di sapere se i cuccioli ed i genitori sono dotati di pedigree, accampano scuse di ogni genere e tipo. – Qualunque scusa riguardo questo documento deve farti accendere un campanello d’allarme grande come una casa! Ricorda che, sebbene le associazioni alcune volte abbiano tempi lunghi per il rilascio del pedigree, per essere in regola al momento della richiesta di questo documento per i cuccioli, è necessario che l’allevatore presenti alla sua associazione felina il certificato di accoppiamento dei futuri genitori. In questo certificato è obbligatorio trascrivere il numero del pedigree di entrambi i riproduttori ed in assenza di tale certificato non si potrà successivamente richiedere il pedigree per i cuccioli. Quindi tutte le casistiche per cui solo uno dei due genitori è dotato di pedigree oppure più in generale, tutte le casistiche in cui affrontare l’argomento pedigree diventa una partita di Cluedo tra te e l’allevatore, devi davvero farti innescare un’unica domanda: “Ma questo signor allevatore fa le cose per bene ed in regola?”. E ti rispondo subito in modo da chiarirti definitivamente le idee: “il signor allevatore in questione non fa le cose per bene e sicuramente non è in regola”. I gatti senza pedigree possono essere bellissimi, sanissimi e rispecchiare gli standard di razza ma l’assenza di questo documento denota una certa anarchia. Ricorda che il pedigree viene rilasciato dalle associazioni feline le quali, oltre a stabilire e far rispettare standard estetici e di salute per una determinata razza, controllano e regolamentano gli accoppiamenti a tutela della salute di tutti i riproduttori, siano questi maschi o femmine. Inoltre il pedigree è un documento obbligatorio per legge e, nel caso in cui si vendesse un gatto di razza senza tale certificato, la legislatura non riconosce questo gatto come gatto di razza e sanziona chi vende animali dichiarati appartenenti ad una specifica razza sprovvisti di tale documento. Bufala n°2 “I genitori dei cuccioli hanno il pedigree ma per i piccoli non è stato richiesto”. Altra bufala che mette i brividi… Ma facciamo insieme un piccolo ragionamento che ti aiuterà a chiarirti le idee. – Se i genitori hanno il pedigree è contro l’interesse e l’immagine dell’allevatore stesso cedere dei cuccioli sprovvisti di tale documento. Sono sicurissima infatti che, nel caso specifico, qualora si cercasse di approfondire la motivazione che spinge un allevatore a non richiedere il pedigree per i cuccioli, nonostante abbia dei riproduttori in regola, le possibilità sarebbero due. prima possibilità lo pseudo allevatore sparisce e non risponde seconda possibilità lo stesso signor allevatore accampa scuse adottando un atteggiamento scocciato ed arrogante cercando di tagliar corto la conversazione senza dare realmente una motivazione seria e valida. Che dire… Anche qui ti prego fatti scattare un alert gigante e poniti delle domande sull’operato di questa persona. Le motivazioni reali del perchè un allevatore potrebbe non richiedere il pedigree per una cucciolata, nonostante i genitori siano in possesso del certificato genealogico, sono: accoppiamento tra due riproduttori avvenuto a ridosso della nascita di
“Il pedigree è fondamentale? Ecco tutto quello che devi sapere.”

“Essere o non essere?” il dilemma più popolare di sempre… Ma se si parla di Maine Coon il dilemma più sentito è “Pedigree o non pedigree?”. Quindi se anche tu hai avuto almeno una volta questo dubbio ti consiglio di continuare a leggere l’articolo perchè finalmente potresti trovare la soluzione a questo dilemma che affligge tutte (o quasi) le persone che vorrebbero adottare un bellissimo, soffice cucciolo di Maine Coon. La prima domanda da porsi è: “cos’è il pedigree?”… Attenzione non farò il classico “spiegone” accademico ma sarò molto breve e ti dico che il pedigree è l’unico documento ufficiale che da accesso a tutte le informazioni relative all’albero genealogico del cucciolo dando così la certezza che il micio appartiene ad una determinata razza da almeno 4 o 5 generazioni. Come funziona con la legge italiana? Per la legge italiana il pedigree è l’unico certificato che può attestare l’appartenenza di un gatto a una determinata razza e questo è tranquillamente verificabile poiché esiste un decreto legge, il n. 529 del 30-12-1992, che peraltro sanziona chi vende animali di razza sprovvisti di questo documento. Quindi, senza stare a nasconderci troppo ti sarà sicuramente capitato di ricercare il tuo cucciolo su Subito.it e sicuramente avrai notato che: ci sono un sacco di annunci che non fanno riferimento al pedigree o ancora peggio annunci in cui viene indicato “vendo cuccioli di Maine Coon senza pedigree”… Che dire di questi annunci? A livello legale sono sanzionabili, ma non è quello che a noi interessa, però per trasparenza ti specifico che in questo tipo di annunci i Maine Coon andrebbero denominati “simil” Maine Coon proprio perché sprovvisti di pedigree. Ma la cosa che davvero mi interessa spiegarti, ed è ciò che potrebbe davvero salvarti da eventuali “fregature”, è che il pedigree gioca un ruolo fondamentale non solo per la conferma assoluta che il gatto appartenga realmente ad una determinata razza ma è davvero importante perché vincola gli allevatori a rispettare dei parametri che tutelino la salute dei riproduttori e di conseguenza dei cuccioli. Scommetto quindi che se telefonassimo ora a qualche inserzionista di Subito.it, o a qualche altro sito che vende appunto i cuccioli senza pedigree alla fatidica domanda “perchè i cuccioli non sono provvisti di pedigree?” le risposte sarebbero le più assurde… Esempio: perchè è un documento che non serve, i gatti sono in salute ed ho il certificato del mio veterinario sono Maine Coon puri perché il papà pesa 13 kg e la mamma ne pesa 10 perchè il pedigree ha un costo, altrimenti mica potrei fartelo pagare così poco il cucciolo!… (questa risposta l’ho sentita con le mie orecchie ed è quella che mi mette i brividi più di tutte) Mi voglio proprio soffermare qui, sul costo, perché se è vero che il gatto con pedigree ha un costo più elevato di un gatto che non lo ha, ti posso garantire che il prezzo non è determinato dal costo del pedigree stesso, In media questo documento costa circa 20€ a gattino, ma il costo del gatto, come accennato poco fa, è determinato da tutta una serie di protocolli medico-veterinari che gli allevatori devono rispettare e che sono davvero l’unica garanzia che escluderà la maggior parte dei problemi di salute per il cucciolo che verrà inserito in famiglia. In assenza di tutta la documentazione veterinaria necessaria, le associazioni feline non rilasciano i pedigree, quindi detto chiaramente anche nei casi in cui i genitori dei cuccioli abbiano il pedigree ed i cuccioli non lo abbiano c’è già da farsi delle domande… Ma di questo ne parleremo tra poco perchè voglio farti capire che l’assenza del pedigree oltre a denotare uno scarsissimo senso civico che, detto volgarmente, non rispetta una legge, denota davvero poca conoscenza e passione per la razza e poco amore verso i cuccioli che nasceranno per essere trattati solo come merce e fonte di profitto. Chi ama gli animali e ha passione per una determinata razza, in questo caso i Maine Coon, si informa, cerca di capire quali sono le problematiche legate alla razza stessa e cerca in tutti i modi di evitarle. Questo ovviamente comporta per allevatori ed adottanti un spesa di denaro sicuramente notevole ma che ci darà delle grandissime garanzie proprio sulla salute del gatto. Detto questo la mia non vuole essere una crociata a favore dell’acquisto di gatti di razza, l’amore non si compra e ci sono un sacco di gattini bisognosi da adottare pertanto se pensi che un cucciolo di Maine Coon costi troppo ti prego, non orientarti su annunci che hanno costi molto bassi e che non diano gatti con pedigree, perchè andresti ad alimentare solo una categoria di “allevatori” poco etici e che allevano i Maine Coon solo per lucrare, perchè sono estremamente belli e noti per essere ottimi gatti per famiglie, in breve facili da vendere! Piuttosto adotta un gattino comune oppure se davvero pensi che questa razza faccia al caso tuo e vuoi davvero prendere un cucciolo di Maine Coon ti consiglio vivamente di programmare l’adozione, con calma e senza fretta, in modo che tu possa informarti ed individuare l’allevamento giusto per te, inoltre ti darà modo di mettere i soldi da parte piano piano, magari dando un acconto all’allevamento che ti riserverà un cucciolo. Ricorda che gli allevamenti seri programmano con anticipo le cucciolate, hanno calendari stabiliti perché scelgono i loro riproduttori con cura e prima dell’accoppiamento eseguono tutti i controlli veterinari necessari. Proprio qui ci riallacciamo al discorso che avevamo lasciato in sospeso poco fa, e sicuramente se hai letto l’articolo fino a qui ti starai chiedendo “ma allora basta solo il pedigree per individuare un allevamento serio?”, la risposta è: sicuramente il pedigree è importante ma non c’è solo questo da valutare. Quindi ecco perchè voglio aiutarti e guidarti per evitare che tu possa incappare in allevamenti poco etici e poco seri. L’ acquisto di un Maine Coon è davvero un’esperienza meravigliosa perché, se ti sei anche solo minimamente informato su questa razza, saprai sicuramente quanto siano speciali! Detto
“Conosci veramente la razza dei Maine Coon?”

Conosci veramente la storia dei Maine Coon? Da sempre più tempo sui social o su varie riviste si parla di una bellissima ed affascinante razza felina che tutti riconosciamo per la sua imponente stazza, per le sue grandi orecchie a punta dotate di ciuffetti come quelle delle linci, per la sua coda voluminosa e per la sua maestosa criniera. Se la descrizione ti ha fatto venire in mente foto o video che hai visto sui social e sei rimasto incantato anche tu dalla bellezza di questi micioni ora hai modo di dargli un “nome” ed un “cognome”, si chiamano Maine Coon. Quindi se stai leggendo questo articolo sicuramente è perché hai una passione per i gatti e quasi sicuramente ti sarà capitato di sentir parlare appunto della razza di gatti Maine Coon. In questo articolo non parleremo, come spesso capita, delle misure e dei chili dei soggetti appartenenti a questa razza, ma parleremo invece di come dietro a quegli sguardi magnetici e a volte quasi intimidatori si celi un animo buono e fedele. Sì, perché questi gattoni spesso vengono confusi con le linci, e il loro aspetto selvatico ha molte volte creato dei pregiudizi sul loro essere. Ti stupirà infatti sapere che alcuni grandi marchi come Purina e Royal Canin hanno definito i Maine Coon come ottimi compagni anche per i più piccini perché, sebbene la loro mole li faccia apparire come gattoni pesanti e con grossi artigli, un Maine Coon anche in casi estremi piuttosto che attaccare preferirà fuggire e nascondersi. Questo suo modo di essere: gentile, garbato e non propenso allo scontro è da ricercarsi nelle sue origini, perchè forse non lo sai ma il Maine Coon è stato per diversi secoli un gatto “da lavoro”, abituato a cooperare con esseri umani ed altri animali. Le vere origini dei Maine Coon Farò un breve riassunto storico sulle origini del Maine Coon, non voglio che questo articolo sembri un piccolo documentario provvisto di date e avvenimenti che non ricorderai mai, ma voglio spiegarti e raccontarti che, come per gli esseri umani, le origini possono raccontare molto di noi, dei nostri gusti, delle nostre preferenze e del nostro modo di essere e questo vale anche per i Maine Coon. Nel tempo si è tramandata la leggenda che il Maine Coon fosse l’incrocio tra gatti selvatici e procioni, come la scienza insegna è possibile che in natura questo accada, ovvero che due specie diverse si accoppino dando origine ad un ibrido, ne abbiamo diversi esempi, ma al momento non ci sono studi scientifici che provino la validità di questa teoria applicata a questa razza. Pertanto è necessario dare una collocazione geografica per capirne di più, infatti come dice il nome stesso i Maine Coon sono originari dello stato del Maine, collocato al nord negli Stati Uniti. Ed è proprio qui che intorno al 1850 si registreranno i primissimi esemplari di questa affascinante razza. Si narra infatti che il merito sia di un mozzo di nome Tom Coon, un giovane ragazzo appassionato di gatti che lavorava su navi che commerciavano con l’oriente. La sua passione lo spinse a collezionare gatti a pelo lungo provenienti appunto da tutto l’oriente allo scopo di portare fortuna sulle navi e soprattutto per eliminare i topi che spesso consumavano le riserve di cibo infondendo malattie. La collezione di gatti per Coon non terminò nemmeno quando diventò capitano di mare, infatti nei periodi in cui il giovane non navigava per gli oceani portava con sé i suoi numerosi gatti che si accoppiavano con i gatti locali del Maine dando origine a quelli che oggi conosciamo proprio come Maine Coon. Questi micioni si adattarono bene a convivere con gli esseri umani e ben presto diventarono il simbolo di questo stato poiché venivano impiegati nelle stalle e nelle fattorie come cacciatori di topi e debellatori di piccoli insetti infestanti, guadagnandosi il titolo di “guardiani di stalle”. Il primo esemplare che sia stato registrato ufficialmente come Maine Coon si chiama Capitain Jenks, un esemplare bianco e nero che partecipò a diverse mostre feline del 1861 a New York e Boston iniziando così a diffondere la conoscenza di questa razza nel resto degli Stati Uniti. Dopo questa, spero breve, introduzione storica vorrei descrivere in maniera semplice ed elementare le caratteristiche fisiche che contraddistinguono il Maine Coon da tutti gli altri gatti. E’ stato fondamentale dare una collocazione geografica alla razza perché proprio grazie al luogo di origine capiremo che le caratteristiche fisiche dei Maine Coon sono strettamente collegate al loro luogo di nascita. Le caratteristiche fisiche Partiamo subito dagli arti che sono robusti e dotati di grandi zampe, la dimensione di queste ultime permetteva ai Maine Coon di muoversi e saltare con facilità in mezzo alla neve, ricordiamoci che lo stato del Maine si trova all’estremo nord degli Stati Uniti e qui gli inverni sono sempre stati rigidi e con abbondanti nevicate. Proprio per questo clima rigido, questi gattoni hanno sviluppato un pelo lungo e folto, dotato di sottopelo che permette loro di non soffrire il freddo e resistere alle basse temperature. Inoltre il sottopelo funge da “impermeabile”, ovvero è resistente all’acqua pertanto i Maine Coon che stavano a contatto con la neve per diverso tempo si bagnavano solo superficialmente rendendo la loro asciugatura rapida. Se te lo stai chiedendo ti rispondo subito: sì, i Maine coon perdono il pelo, perchè come tutti gli animali dotati di sottopelo, nei periodi più caldi sfoltiscono naturalmente il loro manto per adattarsi alle temperature più miti e calde delle stagioni successive. Ovviamente con qualche spazzolatura non incorreremo in grossi disagi e la situazione peli in casa e sui nostri indumenti sarà di facile gestione, ma di questo ne parleremo in un altro articolo! Un’altra caratteristica che distingue i Maine Coon dai gatti tradizionali è sicuramente la loro stazza, sono infatti gatti grossi e robusti con un corpo ed una coda molto lunghi, ricordano infatti delle piccole linci. Come anticipato all’inizio dell’articolo non mi soffermerò sulle misure indicando con precisione le dimensioni in cm e il